logoLa logopedia è una branca della medicina che si occupa della prevenzione e trattamento riabilitativo delle patologie del linguaggio e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica. L’attività del logopedista è volta all'educazione e rieducazione di tutte le patologie che provocano disturbi della voce, della parola, del linguaggio orale e scritto e delle funzioni deglutitorie. Inoltre, si occupa di tutti i disturbi cognitivi che hanno a che fare con la comunicazione, come la memoria e l’apprendimento e dello studio delle funzioni corticali superiori.

Il logopedista elabora, anche in équipe multidisciplinare, il bilancio logopedico volto all'individuazione ed al superamento del bisogno di salute del paziente; praticano autonomamente attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità comunicative e cognitive, utilizzando terapie logopediche di abilitazione e riabilitazione della comunicazione e del linguaggio, verbale e non verbale. Propone l'adozione di ausili, allena all'uso e ne verificano l'efficacia; svolge attività di counseling, per il paziente e i suoi familiari o per le agenzie sociali della famiglia, della scuola, delle istituzioni.

DI COSA SI OCCUPA LA LOGOPEDIA

  • Disturbo specifico del linguaggio (DSL)
    È un disturbo evolutivo del linguaggio, detto "specifico" in quanto non è collegato o causato da altri disturbi evolutivi del bambino, come ad esempio ritardo mentale o perdita dell'udito. Fa parte della famiglia dei Disturbi Evolutivi Specifici. Difficoltà che riguarda il 5-7% dei bambini in età prescolare e che tende a ridursi nel tempo con un’incidenza dell’1-2% in età scolare. Si esprime attraverso il ritardo nella comparsa delle prime parole, nel mancato o alterato sviluppo dei suoni del linguaggio, del lessico e, nei casi più gravi, anche nelle abilità morfosintattiche e pragmatiche. Spesso questi bambini faticano a raccontare, a farsi capire e a sostenere una conversazione. Il disturbo può cambiare di espressività e interferire con le acquisizioni di lettura e scrittura.
  • Difetti di pronuncia (Dislasie)
    I difetti di pronuncia, o disturbi dell’articolazione, sono normali nel bambino che impara a parlare; ma essi possono persistere anche oltre il periodo dell’apprendimento. I bambini attraversano normalmente un periodo di incoordinazione motoria che ostacola, in modo temporaneo, la pronuncia di certe consonanti, specialmente quelle che richiedono movimenti molto precisi e un canale di efflusso dell’aria estremamente ridotto: S, Z, SC. La correzione avviene spontaneamente tra i 3 e i 5 anni in tutti i bambini che hanno una normale motilità della lingua. Talvolta, i difetti di pronuncia possono persistere anche dopo il periodo dell’apprendimento e persino nell’età adulta. La correzione delle dislasie deve essere fatta tutte le volte che il difetto sia tale da rappresentare una ragione di notevole disagio per chi parla e per chi ascolta. Nella grande maggioranza dei casi è possibile eliminare il difetto totalmente o parzialmente. La cura dei difetti di pronuncia è naturalmente diversa da un caso all’altro, essendo in rapporto con le cause che l’hanno determinato.
  • Disfonie infantili
    La tendenza all’insorgenza di PROBLEMI VOCALI in età sempre più precoce può essere causata da sforzo prolungato e da una scorretta impostazione vocale. Questo può succedere per diversi motivi.
    • Il bambino non ha ancora maturato una chiara idea del proprio schema corporeo e in particolare dell’apparato pneumo-fono-articolatorio
    • Possiede una scarsa capacità nel focalizzare e sostenere la propria attenzione, specie per l’emissione vocale
    • Il bambino non è in grado di guidarsi e correggersi, in quanto non possiede una maturazione sufficiente ad attuare un automonitoraggio della propria emissione vocale
    • Un modello vocale errato viene facilmente imitato dal bambino che non è cosciente degli atteggiamenti vocali scorretti, propri e altrui
    • Il cambiamento di abitudini di vita in ambito sociale, a scuola con il tempo prolungato, nei giochi e nelle attività agonistiche extrascolastiche crea maggiori occasioni di sforzo vocale.
  • Disturbi della fluenza (balbuzie)
    Ovvero quando si verificano pause, ripetizioni di sillabe e parole all’interno del discorso, quindi non si riesce a parlare in modo sciolto.
  • Disartria
    Quando si manifestano difficoltà nell’articolazione di parole dovute a patologie neuromotorie.
  • Deglutizione atipica
    In collaborazione con l’ortodontista, la logopedista vede il bambino settimanalmente e imposta gli esercizi da fare a casa seguendo la TMF (Terapia Miofunzionale), un programma educativo–rieducativo volto alle alterazioni delle funzioni orali: respirazione, alimentazione (suzione – masticazione – deglutizione), produzione dei suoni del linguaggio, gusto e mimica facciale. Le alterazioni delle funzioni orali, se non curate tempestivamente, possono far insorgere nel soggetto in età evolutiva (periodo della crescita e dello sviluppo) uno squilibrio muscolare orofacciale. I sintomi più frequenti sono dati da:
    • Respirazione orale (a bocca aperta)
    • Deglutizione deviata: problemi di masticazione – deglutizione dei cibi liquidi e/o solidi
    • Alterazioni dell’articolazione verbale fonatoria: la distorsione dei suoni: /s/ di sole, /s/ di rosa, /z/ di tazza, /z/ di zaino in cui la lingua può fuoriuscire o interporsi tra i denti
    • Palato alto e stretto
    • Crescita anormale dei denti (malocclusione)
    • Vizi orali (succhiamento del dito, delle dita, del ciuccio, perdurare dell’alimentazione attraverso la tettarella del biberon)
    • Anormale postura linguale a “riposo”
    • Difficoltà a mantenere l’attenzione e concentrazione
    • Scarso controllo e coordinazione muscolare oro facciale
    • Problemi posturali legati alle alterazioni sopracita. 
  • Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)
    Ci si riferisce ad un gruppo eterogeneo di disturbi consistenti in significative difficoltà nell'acquisizione e nell'uso di abilità di ascolto, espressione orale, lettura, ragionamento e matematica, presumibilmente dovuti a disfunzioni del sistema nervoso centrale. Possono coesistere col disturbo specifico di apprendimento problemi nei comportamenti di autoregolazione, nella percezione sociale e nell'interazione sociale, ma questi non costituiscono di per sé un disturbo specifico dell’apprendimento.

    La vita scolastica di chi ha un Disturbo Specifico dell’Apprendimento può essere piuttosto difficile, non solo a scuola, ma anche a casa. L’intervengo logopedico risulta essere fondamentale nel supporto al bambino, nell’affiancamento alla famiglia e nel creare una collaborazione con la scuola.

    Counseling genitoriale + percorsi di training e potenziamento degli apprendimenti.

 

SPECIALISTA:

Dott.ssa Martina LUCENTI